Lingua Italiana

Chi sono io?

Theosophy PZ 0 J Tribute
Paul Zwollo

Sul frontone del Tempio di Delfi, nell’Antica Grecia, era scritto: “Uomo, conosci te stesso. All’interno erano inscritte le parole: “E conoscendo te stesso conoscerai il mondo”. Conoscere se stessi viene come prima cosa. Conoscere il mondo è secondario. Ma la tendenza attuale non è proprio quella contraria? Educazione e scienza sono dirette principalmente alla conoscenza del mondo esteriore, fin nei minimi dettagli.

A questo scopo vengono spese grandi somme di denaro e nazioni, gruppi e individui rivaleggiano gli uni con gli altri. Il verso di un’antica fiaba sembra vero: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bello, intelligente e ricco del reame?”. Pertanto la chiave del progresso sembra essere la competizione. E progresso significa solo auto più grandi, più lussi e più vacanze durante l’anno, ecc.

E’ vero, non possiamo ignorare il mondo e concentrarci solo su noi stessi, sperando di realizzarci, mentre rimaniamo indifferenti alle sofferenze dell’umanità. La nostra reincarnazione in questo mondo è un fatto e non possiamo ignorare le nostre responsabilità.

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La Teosofia nel mondo attuale

John Vorstermans – Nuova Zelanda


Il nostro mondo di oggi

La Teosofia non è nuova al mondo. Si dice che vi siano sempre stati tra noi quelli che cercano la saggezza divina, o theosophia. La storia dimostra, tuttavia, che il termine Teosofia è stato utilizzato fin dal terzo secolo da Ammonio Sacca e Plotino, che fondarono la scuola alessandrina del neoplatonismo. La Società Teosofica di oggi è stata fondata nel 1875. I suoi tre scopi dichiarati sono:

1.Formare un nucleo di fratellanza universale dell'umanità senza distinzione di razza, religione, sesso, casta o colore.

2. Incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze.

3. Investigare le leggi inesplicate della natura e le facoltà latenti nell'umanità.

La Società offre alla riflessione idee che sono il distillato di uno studio e un'esperienza acquisiti negli ultimi 140 anni, con l’indagine di quegli scopi. Alcune di queste idee provengono dai fondatori della Società Teosofica di oggi, mentre altre si fondano sullo studio dei Testi Sacri del mondo, della scienza moderna e della filosofia. La Società Teosofica non richiede ai suoi membri di accettare tutti o alcuno degli insegnamenti teosofici. Il motto della società è "Non c'è religione superiore alla Verità." Il termine "religione" in quel motto si riferisce non solo alle chiese, ma a qualsiasi sistema di credenze o idee – comprese le stesse dichiarazioni della Società sulla Teosofia.

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Piccole riflessioni: Idee, Azioni e Influenze

David Grossman – Gli stati uniti


L’autore

È stato detto che “le filosofie non fanno niente: a fare sono solo le persone”. Ciò, tuttavia, non può rispondere completamente al vero, se si considera l’aforisma attribuito a Platone secondo cui “le idee governano il mondo”. Così, tirar fuori idee è effettivamente un fare qualcosa, e questo fu il lavoro di H.P.B. Una volta ella disse d’essere assillata dalla scrittura – e, davvero, fu un vero e proprio assillo! Nessuno, dai tempi di Platone, aveva dato vita a una formulazione esaustiva di quella che viene spesso chiamata “Tradizione dell’Antica Saggezza” o “Filosofia perenne”, la quale considera l’aspetto fisico, psichico (o intellettuale) e spirituale della vita, e inoltre la scienza, la filosofia e la religione, mostrando come quegli aspetti siano “in ogni momento correlati e intrecciati tra loro”. Donde nasce tale conoscenza? Da un ininterrotto lignaggio dei grandi Maestri dell’umanità, da sempre sulla scena, diceva H.P.B., che si riferiva a loro con l’appellativo di Adepti teosofici, affermando d’esser stata chiamata, per così dire, a riproporre e rappresentare tale nucleo di principi e insegnamenti in questa epoca di transizione.

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Un tema importante

Boris de Zirkoff –  Gli stati uniti

Volume XVI

No. 4 (82) - Spring 1960
[Foto copertina originale: Dr. Henry Travers Edge, 1867-1946]

Una riflessione sul mondo d’oggi dovrebbe essere di primaria importanza per chi studia Teosofia. Questo tema dovrebbe essere ampiamente discusso nelle riunioni teosofiche e sulle pagine delle medesime pubblicazioni. Tuttavia, per qualche ragione, lo si tratta raramente, e quando capita riceve solo scarsa attenzione, mentre altrove è semplicemente ignorato e, quando possibile, messo a tacere.

L’argomento ha a che vedere con questo spiacevole fatto: l’epoca contrassegnata dai meravigliosi risultati della scienza in diversi campi di attività, del fortemente accresciuto benessere economico di alcune nazioni e del massimo "tenore di vita" mai conosciuto, per usare un ben noto slogan, coincide con la più grande caduta di standard etici, con il più radicato egoismo e la più diffusa corruzione da un capo all'altro del pianeta. Come può spiegarsi tutto ciò?

Non sono naturalmente possibili semplici delucidazioni, ma alcuni fatti correlati allo status quo possono contribuire a fare luce.

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Quello che Madame Blavatsky ha compiuto in soli 4 anni!!

Daniel Caldwell – Gli stati uniti


Helena Petrovna Blavatsky

Ė davvero incredibile quanto Madame Blavatsky riuscì a realizzare in soli quattro anni.
Dal Belgio giunse a Londra a inizio maggio 1887 e morì quattro anni dopo, ai primi di maggio 1891.

Eppure, in quei quarantotto mesi riuscì a fare tanto. Quarantotto mesi... in realtà non molto tempo, se ci pensate.

Venne in Inghilterra con il manoscritto della Dottrina Segreta (alto quasi un metro) a vivere con un piccolo gruppo di studenti (i due Keightleys e altri.)

Quegli studenti divennero i suoi primi assistenti e collaboratori.

HPB era come un magnete e, man mano che i mesi rapidamente passavano, attrasse sempre più persone... potenziali studenti e assistenti. Alcuni naturalmente si persero per strada, ma in quei quarantotto mesi ella fu in grado di attirare a sé un gruppo di persone attente e devote, che dopo la sua morte cercarono di portarne avanti il lavoro.

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Il coraggio dell’impegno

Joy Mills – USA


Joy Mills

Usi e abitudini possono condurre a modelli di pensiero e azione che, nella loro ripetitività, sembrano mancare di freschezza e spontaneità. Proprio perché la filosofia teosofica ci propone una visione della vita a 360°, con grandi idee la cui elevatezza sminuisce le nostre normali e banali preoccupazioni, possiamo spesso sentirci inclini a ritirarci nella sicurezza di una caverna filosofica fatta di ipotesi speculative piuttosto che far fronte, con un impegno positivo nell’azione, alle situazioni reali dell’esistenza. Quanto possiamo impegnarci? C’è un agire così spontaneo da far sì che l’azione, scaturente dalla nostra dedizione interiore al principio, risponda ai bisogni con una freschezza appropriata alle necessità del momento? Tali domande richiedono sicuramente una seria considerazione da parte del servitore teosofico. La sfida che abbiamo innanzi, come membri ed amici della Società Teosofica, è quella di instaurare un dialogo con il mondo, ma perché esso sia efficace è necessario indagare la natura del nostro impegno.

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Mettere in pratica la gentilezza amorevole

Einar Adalsteinsson – Islanda

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Einar Adalsteinsson

Leggere di gentilezza amorevole non implica che essa vi sia: Si tratta piuttosto di un atto di comunione, una mutua comunicazione. Ecco perché devo chiedere il tuo aiuto, caro lettore. Puoi rifiutare tutto quanto dirò, ma prima lascia che le parole e le idee penetrino nella tua mente come una pioggerellina, o che passino attraverso la tua coscienza come una brezza gentile in un campo di granoturco. Lascia che la “quiete della natura” regni nel tuo mondo interiore, senza che le mie parole e idee la tocchino. Fa’ di questo una meditazione.

La gentilezza amorevole è uno stato mentale, mai fisso o invariabile; è un ruscello che fluisce fresco, nuovo e pieno di energia. Possiamo sentirlo scorrere dentro di noi, se siamo nella giusta disposizione d’animo, quando siamo contenti, puri, e quando tutto va bene. Assomiglia pertanto a un’assenza di lotta interiore ed esteriore, piuttosto che a qualcosa da acquisire. C’è sempre, davvero.

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Sono arrivati gli elefanti!

Jan Nicolaass Kind – Brazil

I RESTAURI AL QUARTIER GENERALE DELLA SOCIETA’ TEOSOFICA

LESP 2b Elephants logo
Gli elefanti

E’ con autentico piacere che condivido con voi la notizia di un nuovo sito web dedicato interamente ai restauri degli edifici storici del quartier generale della Società Teosofica – Adyar. Il sito è stato chiamato “The Elephants” [Gli Elefanti, NdT].

Perché “Gli elefanti”?

Gli elefanti, simbolo di vigore, ci ispirano ad essere forti e nel contempo pazienti; l’elefante conta sul pensiero consapevole e sulla pazienza per soddisfare tutti i propri bisogni.

Dell’elefante si lodano le dimensioni, la longevità, le capacità mentali, lo spirito di cooperazione e la lealtà.

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