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Quello che Madame Blavatsky ha compiuto in soli 4 anni!!

Daniel Caldwell – Gli stati uniti


Helena Petrovna Blavatsky

Ė davvero incredibile quanto Madame Blavatsky riuscì a realizzare in soli quattro anni.
Dal Belgio giunse a Londra a inizio maggio 1887 e morì quattro anni dopo, ai primi di maggio 1891.

Eppure, in quei quarantotto mesi riuscì a fare tanto. Quarantotto mesi... in realtà non molto tempo, se ci pensate.

Venne in Inghilterra con il manoscritto della Dottrina Segreta (alto quasi un metro) a vivere con un piccolo gruppo di studenti (i due Keightleys e altri.)

Quegli studenti divennero i suoi primi assistenti e collaboratori.

HPB era come un magnete e, man mano che i mesi rapidamente passavano, attrasse sempre più persone... potenziali studenti e assistenti. Alcuni naturalmente si persero per strada, ma in quei quarantotto mesi ella fu in grado di attirare a sé un gruppo di persone attente e devote, che dopo la sua morte cercarono di portarne avanti il lavoro.

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Il coraggio dell’impegno

Joy Mills – USA


Joy Mills

Usi e abitudini possono condurre a modelli di pensiero e azione che, nella loro ripetitività, sembrano mancare di freschezza e spontaneità. Proprio perché la filosofia teosofica ci propone una visione della vita a 360°, con grandi idee la cui elevatezza sminuisce le nostre normali e banali preoccupazioni, possiamo spesso sentirci inclini a ritirarci nella sicurezza di una caverna filosofica fatta di ipotesi speculative piuttosto che far fronte, con un impegno positivo nell’azione, alle situazioni reali dell’esistenza. Quanto possiamo impegnarci? C’è un agire così spontaneo da far sì che l’azione, scaturente dalla nostra dedizione interiore al principio, risponda ai bisogni con una freschezza appropriata alle necessità del momento? Tali domande richiedono sicuramente una seria considerazione da parte del servitore teosofico. La sfida che abbiamo innanzi, come membri ed amici della Società Teosofica, è quella di instaurare un dialogo con il mondo, ma perché esso sia efficace è necessario indagare la natura del nostro impegno.

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Mettere in pratica la gentilezza amorevole

Einar Adalsteinsson – Islanda

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Einar Adalsteinsson

Leggere di gentilezza amorevole non implica che essa vi sia: Si tratta piuttosto di un atto di comunione, una mutua comunicazione. Ecco perché devo chiedere il tuo aiuto, caro lettore. Puoi rifiutare tutto quanto dirò, ma prima lascia che le parole e le idee penetrino nella tua mente come una pioggerellina, o che passino attraverso la tua coscienza come una brezza gentile in un campo di granoturco. Lascia che la “quiete della natura” regni nel tuo mondo interiore, senza che le mie parole e idee la tocchino. Fa’ di questo una meditazione.

La gentilezza amorevole è uno stato mentale, mai fisso o invariabile; è un ruscello che fluisce fresco, nuovo e pieno di energia. Possiamo sentirlo scorrere dentro di noi, se siamo nella giusta disposizione d’animo, quando siamo contenti, puri, e quando tutto va bene. Assomiglia pertanto a un’assenza di lotta interiore ed esteriore, piuttosto che a qualcosa da acquisire. C’è sempre, davvero.

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Sono arrivati gli elefanti!

Jan Nicolaass Kind – Brazil

I RESTAURI AL QUARTIER GENERALE DELLA SOCIETA’ TEOSOFICA

LESP 2b Elephants logo
Gli elefanti

E’ con autentico piacere che condivido con voi la notizia di un nuovo sito web dedicato interamente ai restauri degli edifici storici del quartier generale della Società Teosofica – Adyar. Il sito è stato chiamato “The Elephants” [Gli Elefanti, NdT].

Perché “Gli elefanti”?

Gli elefanti, simbolo di vigore, ci ispirano ad essere forti e nel contempo pazienti; l’elefante conta sul pensiero consapevole e sulla pazienza per soddisfare tutti i propri bisogni.

Dell’elefante si lodano le dimensioni, la longevità, le capacità mentali, lo spirito di cooperazione e la lealtà.

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Il principio, non la persona

John Algeo – USA

La Teosofia non è semplicemente una raccolta di astrazioni intellettuali.

E’ una ricetta di vita. Ogni idea teosofica implica una forma di azione teosofica. Se pensiamo anche solo ad alcuni dei concetti teosofici di base, le loro implicazioni pratiche sono ovvie.

Per esempio, se accettiamo l’incarnazione, non dovremmo avere pregiudizi riguardo altre culture o nazioni o l’altro sesso, poiché nel passato siamo nati in altre culture e nazioni e nell’altro sesso, e così avverrà di nuovo nel futuro. Analogamente, se accettiamo il karma non dovremmo mai fare consciamente del male a qualcuno poiché ogni azione che compiamo ci ritorna in forma simile. Naturalmente tutti i sistemi etici del mondo prescrivono apertura mentale ed innocuità, ma la Teosofia fornisce anche solide basi su cui praticare queste virtù.

Oltre alle ovvie connessioni tra idee e azioni, ne esistono anche di più sottili. La distinzione teosofica tra le nostre individualità e le nostre personalità implica che dovremmo rispondere a noi stessi ed agli altri come individui spirituali e non come persone materiali. Come persone materiali tutti facciamo degli errori ma focalizzarsi sugli errori personali – che siano nostri o di qualcun altro – non li corregge bensì ne intensifica solamente l’energia e pertanto la potenziale dannosità.

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H.P.B. Messaggera della Luce

Ianthe Hoskins – Inghilterra


L’autrice e Colin Price

Ben poco si può aggiungere alle conferenze, ai resoconti biografici e agli omaggi letterari alla memoria che hanno cercato di onorare il Centenario della morte di Helena Petrovna Blavatsky, co-fondatrice della Società Teosofica. Ma se vogliamo, in questa circostanza, ripercorrere il corso della storia teosofica in modo che abbia un certo impatto sul nostro presente, la forza latente del suo tema centrale – una vita che termina, un lavoro che inizia - deve poter emergere. Un lavoro iniziato – e da continuarsi - gli amici e compagni dei suoi ultimi anni, uno dopo l’altro, avevano questo pensiero preminente, e così hanno scritto il loro tributo personale all’insegnante la cui presenza fisica li aveva lasciati.

Il nostro compito è chiaro. Dobbiamo continuare il lavoro che H.P.B. ha così nobilmente iniziato.

Il lavoro a cui ha dedicato la sua esistenza, ora dobbiamo portarlo avanti noi. E’ nei fatti, non nelle parole, che la sua vita deve fiorire e portare frutto nei suoi allievi. Ella ci ha lasciato il compito di mantenere il legame intatto, tramandando agli altri l’aiuto che ci ha elargito con tanta generosità. Cerchiamo di contribuire e di farlo, fratelli, poiché il tempo è tiranno e immensa è l’opera, e il monumento più nobile che possiamo innalzare alla nostra Insegnante sarà la crescita e la diffusione della luce che ella ha portato al mondo.

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La morte sposta il focus sulla vita

Betty Bland – USA

(Questo articolo è stato precedentemente pubblicato nel numero di giugno 2015 di TheoSophia, organo ufficiale della Società Teosofica in Nuova Zelanda.)


Betty Bland, già Presidente della Società Teosofica in America, attualmente fa parte del
Consiglio dell’Ordine Teosofico di Servizio e di quello del Theosophical Book Gift Institute.
Lavoratrice dinamica per la Società Teosofica fin da quando, nel 1970, ne è divenuta membro,
continua a dare rilievo alle applicazioni pratiche dei principi teosofici.

Perché le esperienze di pre-morte (NDE) esercitano così tanto fascino su di noi? Certamente sono episodi non ordinari, e costituiscono qualcosa che va oltre le normali esperienze, ma sembra vi sia molto di più. Le esperienze extracorporee ed altre esperienze psichiche come le premonizioni sono numerose ma non sono note come quelle NDE. Non ci sono così tanti best seller o giri di conferenze, riguardo gli altri tipi di fenomeni. La morte, comunque, non sembra attrarre la nostra attenzione finché non ne siamo costretti. Inoltre, sebbene i resoconti di NDE siano così vari nei dettagli da impedirci di avere un quadro chiaro, la NDE dà indizi importanti sulle domande fondamentali della vita. Perché sono qui? Qual è lo scopo della mia vita? Sono condannato per gli errori del passato? Ho perduto per sempre le persone che mi erano care?

La nostra relazione con la morte definisce per noi il significato della vita. Se non c’è esistenza oltre la tomba, allora siamo tentati di “mangiare, bere e divertirci”, ma se la coscienza continua anche senza il corpo fisico, dovremo affrontare conseguenze ben maggiori, oltre la nostra permanenza sulla terra.

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Buone notizie dalla Biblioteca Teosofica di Amsterdam


Parte della ragguardevole biblioteca

Quanti tra voi conoscono il direttore di questa rivista sanno che egli ama i libri, quelli veri, libri che vanno tenuti con entrambe le mani e aperti, libri in cui poter fare annotazioni, dei quali si possano davvero “annusare” le pagine. Sì, il vostro direttore è all’antica, ma è piuttosto felice di esserlo; un libro è un libro, e nessuno strumento elettronico portatile può competere con esso. Ci sono molte preziose biblioteche teosofiche, in giro per il mondo e il Theosophy Forward ne ha spesso fatto menzione. Quella di Amsterdam, fondata nel 1899, è certamente una delle più vecchie e più grandi biblioteche esoteriche dell’Europa occidentale. Farvi una visita è un’esperienza che toglie il respiro, pertanto se vi trovate dalle parti di Tolstraat 154 ad Amsterdam, fate lo sforzo di andarci.

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