Lingua Italiana

Mini intervista –Enrico Stagni

1. Come ti chiami, da dove vieni e da quanto tempo sei membro della ST?

Mi chiamo Enrico Stagni, abito in un paesino della provincia di Vicenza, nel nord Italia, non lontano da Venezia. Sono entrato a far parte della Società Teosofica Italiana il 25 dicembre 2009, sono perciò membro della Sezione italiana da quasi sette anni.

2. Hai qualche ruolo nel tuo Gruppo/Sezione e se sì, quale?

Da quattro anni sono presidente del gruppo di Vicenza, che con i suoi 48 membri rappresenta attualmente la sezione più numerosa d’Italia, con molteplici attività che richiedono una dedizione costante. A Vicenza vi sono pure le sedi della Segreteria Generale della Società Teosofica Italiana e della casa editrice “Edizioni Teosofiche Italiane”. Si capisce, c’è molto da fare a qualsiasi livello, così sono spesso coinvolto in varie attività che richiedono il mio contributo personale. Ho tradotto alcuni libri della letteratura teosofica classica (ad esempio, I sette principi dell’uomo di A. Besant) e numerosi articoli per la Rivista Italiana di Teosofia. Faccio parte del gruppo che lavora regolarmente alle traduzioni degli articoli per la sezione “Lingua Italiana” del Theosophy Forward. Ho anche fatto da interprete a quei relatori internazionali che negli ultimi anni hanno partecipato ai nostri congressi nazionali e internazionali.
Riguardo alle attività recenti, mi è stata assegnata la responsabilità di promuovere il lancio delle pagine Facebook della Società Teosofica Italiana, dell’O.T.S. nazionale e di alcuni gruppi del territorio. Un mese fa ho sperimentato la creazione di un canale YouTube per la Società Teosofica Vicenza, su cui caricare regolarmente tutti i video delle relazioni tenute settimanalmente nel nostro centro, e mi fa piacere dire che c’è stato un numero considerevole di visitatori, membri e simpatizzanti, che li hanno guardati o si sono iscritti al canale.

Da ultimo, ho creato una pagina intitolata O.T.S. Life, il cui scopo è la raccolta e la pubblicazione di articoli e documenti sull’Unità della Vita, e sulla protezione e salvaguardia di tutte le sue forme.

3. Come sei entrato in contatto con la Teosofia o ne hai sentito parlare per la prima volta?
Solo per caso, grazie a un conoscente. Prima del 2009 avevo idee molto vaghe sulla Teosofia; inoltre, non sapevo dell’esistenza di un centro teosofico a Vicenza, così quando ne sono stato informato ho dato un’occhiata al sito, risolvendomi di telefonare per prendere i primi contatti. È iniziato tutto così. Subito dopo, nel luglio 2010, ho partecipato a Roma al 10° Congresso Mondiale: un’esperienza straordinaria!

4. Che cosa significa per te la Teosofia?

Per me è quella pura forma di saggezza che incoraggia le farfalle a uscire dal bozzolo, supportandole nel corso dell’intero processo.

5. Qual è il tuo libro teosofico preferito e perché?
Difficile a dirsi, perché, in modi diversi, la maggior parte di loro è una fonte inestimabile d’ispirazione profonda. Diciamo che le opere di HPB sono quelle che leggo più spesso.

6. Qual è, secondo te, la più grande sfida che la Società Teosofica si trova oggi ad affrontare?
Trovare un linguaggio e dei mezzi adeguati per trasmettere il messaggio teosofico alle giovani generazioni. Penso che l’attuale Presidente Internazionale Tim Boyd stia facendo un grande lavoro in tal senso.

7. C’è qualcosa che augureresti al Movimento Teosofico, per il futuro?

L’unione e l’armonia tra i teosofi orientate all’Unità e alla Fratellanza Universale. Sono concetti che potrebbero apparire obsoleti, tuttavia credo vi sia ancora un gran lavoro da fare in questo senso. Talvolta ho incontrato membri, a qualsiasi livello, il cui scopo sembrava più mirare a seminare divisioni che a promuovere il senso di unità. Vorrei qui ricordare le parole di HPB nella Chiave della Teosofia:
“Un membro che si è impegnato deve diventare veramente altruista, non pensare mai a se stesso e deve scordare la propria vanità e l’orgoglio, pensando al bene di ogni suo simile”.
Più elevato è il nostro stato di coscienza, più tendiamo a percepire quell’Unità dentro di noi e ad agire in modo corrispondente. I nostri atteggiamenti, i nostri pensieri e le nostre azioni manifestano con chiarezza il piano di coscienza che abbiamo conseguito. A tutti coloro che talvolta permettono alla loro “personalità” di interferire con il lavoro teosofico, chiederei di riflettere con attenzione su questo punto e sulle loro personali responsabilità nei confronti dell’intera Società.


Nota del direttore responsabile:

Le opinioni e le idee espresse nelle mini-interviste sono esclusivamente quelle di coloro che vengono intervistati e non rappresentano necessariamente le idee e le opinioni dei redattori del Theosophy Forward. Le risposte degli intervistati non vengono riviste nel contenuto. Alcuni collaboratori danno alle domande delle risposte brevi, altri affrontano l’argomento in modo più esteso.

Link to English version:

http://www.theosophyforward.com/articles/the-society/1945-mini-interviews-enrico-stagni

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