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Editoriale – Alcuni liberi pensieri sulla Libertà

Jan Nicolaas Kind – Brasile

Primo pensiero

 Mi ricordo chiaramente come la mia cara mamma, all’inizio degli anni ’50, quand’ero un bambino di 5 o 6 anni, mi tenesse e stringesse saldamente la mano mentre attraversavamo le strade trafficate di Amsterdam. È il tipo di sensazione che si prova da bimbi, quando tua madre vuole proteggerti da una situazione potenzialmente pericolosa. Istintivamente non facevo caso a quella stretta, ma se attraversavamo una strada particolare, chiamata Raadhuisstraat (in italiano: strada del Municipio), che si trova nei pressi del Palazzo Reale e di Piazza Dam, lei mi stringeva la mano fino a un livello quasi intollerabile. Alcuni anni dopo, dovevo averne 7 o 8 circa, alla mia ripetuta richiesta del perché la sua stretta mi sembrava sempre aumentare quando passavamo per quella via, mia madre si prese il tempo – ed ebbe il coraggio – di spiegarmene la ragione.

 

Veicoli dell’esercito tedesco passano sulla Raadhuisstraat ad Amsterdam il 15 maggio 1940

Mi disse che la ragione del tenermi così saldo per mano risaliva a un’esperienza traumatica avvenuta proprio in quella strada. Tutte le volte in cui passava per la Raadhuisstraat le affioravano i ricordi dei giorni di maggio del 1940, quando l’artiglieria tedesca aveva attraversato il centro di Amsterdam dopo che l’esercito olandese si era arreso alle invincibili forze armate tedesche. Per quanto giovane fossi all’epoca, mi ricordo che disse che l’esperienza di vedere soldati stranieri, che parlavano un’altra lingua, entrare nei territori di altri per conquistarli, mentre assumevano il controllo delle città nella sua madrepatria – fosse qualcosa di drammatico e traumatico. Per quanti hanno affrontato quell’intensa sofferenza è evidente che non essere più in grado di godere di una fondamentale libertà personale significa diventare prigionieri nella loro stessa terra. La libertà personale, la semplice libertà di essere, può essere tolta.

Secondo Pensiero

La Libertà di Parola non è una licenza all’abuso. È una responsabilità.

A coloro che fanno proclami, negano, insultano, mentono o denigrano sotto l’egida della Libertà di parola, faccio questa osservazione: non ci può essere nessuna libertà (di parola) se non c’è alcuna volontà di essere responsabili. Se si pensa di poter dire qualsiasi cosa si voglia, senza assumersi una qualche responsabilità, si entra in una zona d’ombra quasi infernale. Al contrario, esprimere opinioni con lo scopo di far del bene e con intenzioni pure, dicendo la verità, dovrebbe essere il cammino da seguire per tutte le donne e gli uomini. Le parole sono pensieri dotati di suono. Il nostro parlato offre un quadro fantastico di ciò che pensiamo. L’Eterna Saggezza ci insegna che i pensieri non sono astratti, ma concreti e provocano forti vibrazioni sul nostro piano. Le parole hanno quelle stesse caratteristiche, con un impatto ben preciso, che influenza il nostro comportamento. Possono ispirarci, ma possono anche metterci su una pessima strada. Nell’ultimo secolo abbiamo visto come i demagoghi potessero ipnotizzare grandi folle, specialmente quando attingevano alla rabbia e all’insoddisfazione represse. Come spesso avviene, la storia si ripete! Le parole hanno energia e potere di aiutare, curare, amare, ma anche di ostacolare, ferire, danneggiare, umiliare.

La nostra libertà di parola è sempre soggetta a leggi superiori a quelle scritte nei libri di diritto. Se non viviamo all’altezza di queste leggi “eterne” - ignorandole, diffondendo menzogne sulla base di un egotismo esagerato, cedendo alla cupidigia e alla vanità e dando ascolto alle parole vuote dei cosiddetti leader - c’è una dolorosa dissonanza. Non siamo in sintonia con l’universo e provochiamo la distruzione del nostro ambiente, conflitti, malattie e, come abbiamo visto di recente in Yemen e in altre parti tormentate del nostro mondo, carestie catastrofiche e senza precedenti.

Terzo Pensiero


Walt Whitman

Forse, nel nuovo anno che sta arrivando, dovremmo pensare più spesso alla libertà, meditare su di essa, sviluppare idee, guardando a ciò che abbiamo fatto con la nostra libertà o per quella altrui. Parlando di questo argomento, un’amica mi ha suggerito di leggere il seguente passo, scritto dal poeta e giornalista Walt Whitman (1819 – 1892):

“Non solo è vero che la maggioranza delle persone fraintende completamente la Libertà, ma a volte penso di non aver ancora conosciuto una persona che la comprenda correttamente. L’Universo intero è Legge assoluta. Solo nella legge la libertà si manifesta nelle azioni, apertamente e a pieno titolo. Le persone degradate o sottosviluppate - e anche molti altri - pensano che la libertà sia fuga dalla legge – cosa che, naturalmente, è impossibile. Più preziosa di tutte le ricchezze mondane è la Libertà – libertà dal penoso conservatorismo e dalla misera ristrettezza mentale dell’ecclesialismo – libertà nei modi, nei costumi, nell’arredamento, dalla stupidità e dalla tirannia delle mode locali – totale libertà dai vincoli di un partito e dalle mere convinzioni politiche – e, meglio di tutto, una libertà generale del proprio Sé dal dominio tirannico dei vizi, delle abitudini, degli appetiti di cui quasi tutti gli uomini (e spesso quanti esercitano le maggiori violenze a nome della libertà), sono schiavi. Possiamo raggiungere un simile affrancamento - la vera Democrazia e le sue vette? Mentre siamo soggetti, dalla nascita alla morte, a una legge inesorabile, che racchiude ogni movimento e attimo, tuttavia scappiamo, per un paradosso, nel vero libero arbitrio. Per quanto possa sembrare strano, raggiungiamo la libertà solo con la conoscenza e l'obbedienza implicita alla Legge. Grande - indicibilmente grande - è la Volontà! L'Anima libera dell'uomo! Al suo massimo, comprendendo e obbedendo alle leggi, si può allora, e solo allora, mantenere la vera libertà. Perché non c’è niente di più elevato di questa legge, più assoluta di ogni altra, la Legge della Libertà. La persona superficiale, come già detto, considera la libertà come una liberazione da tutte le leggi, da ogni vincolo. Il saggio, al contrario, vede in essa la potente Legge delle Leggi, ossia la fusione e l’aggregazione della volontà cosciente, o legge individuale parziale, con quelle universali, eterne e inconscie, che attraversano tutto il Tempo, pervadono la storia, dimostrano l’immortalità, danno uno scopo morale all’intero mondo oggettivo, e la più alta umanità alla vita umana”.

[da: Prose Works, 1892]

Quarto pensiero

Viktor Frankel (psicologo austriaco e sopravvissuto all’Olocausto, 1905-1997) scrisse:

“Tutto può essere tolto a un uomo tranne una cosa – l’ultima di tutte le libertà umane: la possibilità di scegliere il proprio atteggiamento in determinate circostanze, l’abilità di scegliere la propria via”.


Victor Frankel

Mi sembra che se abbiamo la libertà di scegliere, abbiamo la libertà di cambiare. Di cambiare noi stessi, ma anche ciò che ci circonda, la combinazione di circostanze a cui siamo esposti. Anche se Annie Besant era impegnata politicamente, nei circoli Teosofici la seguente frase è quasi un assioma: “Noi non ci occupiamo di politica”. Nel dodicesimo capitolo della sua La Chiave della Teosofia, intitolato “Che cos’è la teosofia pratica?”, quando le viene chiesto, H.P.B. rende ben chiaro che la Società Teosofica in quanto tale non intraprende alcuna iniziativa politica:

“INTERROGANTE: Partecipate, in qualche modo, alla politica?

TEOSOFO: Come Società lo evitiamo accuratamente, per le ragioni che diremo. Cercare di realizzare delle riforme politiche prima di avere riformato la natura umana è come mettere vino nuovo in bottiglie vecchie. Fate che gli uomini sentano e ravvisino nel profondo dei loro cuori ciò che è il loro reale, vero dovere verso l’umanità e allora spariranno da soli tutti i vecchi abusi di potere, tutte le leggi inique della politica nazionale che è basata sull’egoismo umano, sociale e politico. Folle è quel giardiniere che cerca di eliminare le piante velenose dalla sua aiuola tagliandole a livello del suolo, invece di estirparle con le radici. Non si possono realizzare delle riforme politiche durevoli, se restano al potere gli stessi egoisti di prima.

LE CONNESSIONI DELLA S.T. CON LE RIFORME POLITICHE

INTERROGANTE La Società Teosofica non è quindi un’organizzazione politica?

TEOSOFO “No di certo. La Società è cosmopolita nel senso più nobile, poiché fra i suoi membri annovera uomini e donne di tutte le razze, di ogni credo e sistema di pensiero, che lavorano insieme con un solo fine, il progresso dell’umanità, ma come società non prende assolutamente parte a nessuna politica nazionale o di partito”.

Nelle nostre vite individuali abbiamo la libertà di osservare, di scegliere, di cambiare. Allo stesso modo, quando si tratta dei sistemi politici che governano il nostro mondo, è certamente applicabile lo stesso meccanismo di cambiamento della nostra prerogativa umana di scelta. A volte sento dire, sulla base di quello che le persone hanno capito di ciò che H.P.B. ha affermato, che i Teosofi non dovrebbero nemmeno scrivere o parlare di politica, anche se fossero attivisti o membri di organizzazioni politiche. Ritengo tuttavia che, da quando La Chiave della Teosofia è stato pubblicato nel 1889, molto sia cambiato. Non c’è bisogno di dire che il mondo di H.P.B. era parecchio diverso dal nostro. Gli “-ismi” politici esistenti all’epoca sono in gran parte falliti miseramente, sia che parliamo di socialismo, comunismo o qualsiasi forma di liberalismo o conservatorismo. Sebbene sia stato possibile combattere ed eliminare un sistema malvagio come il fascismo, è chiaramente visibile che i semi di quel male esistono ancora ovunque si guardi. I dittatori sono tuttora molto presenti, così come alcuni Politburo nell’Est, ancor oggi diffusi. E nel cosiddetto Occidente libero, cittadini ordinari sono prigionieri di una rete di bugie e false promesse, sicuramente inesorabili complementi di un sistema capitalistico corrotto, controllato da pochi, dove tutto ciò che è e che sarà su quel livello è deciso dai mercati azionari internazionali, con i loro tentacoli arraffatori sparsi in tutto il mondo.

Ora, prima che i miei lettori pensino che io sia una specie di devoto di Karl Marx, devo affermare che non lo sono, nonostante creda che, in “un” futuro a venire, i nostri discendenti forse vorranno dare un’altra occhiata a Das Kapital. In queste libere riflessioni sulla libertà, sto semplicemente guardando in un caleidoscopio di libertà differenti e considerando che cosa significhi essere veramente liberi.

Come studiosi che cercano di trovare risposte, dovremmo investigare senza timori questa libertà di cambiare dal di dentro. Allo stesso modo, in particolare quando si tratta di politica, i Teosofi dovrebbero esaminare gli ostacoli e le opportunità di quei cambiamenti che sono indispensabili nel nostro mondo. Una volta che si è capito che l’Eterna Saggezza offre solide chiavi per una migliore comprensione del vero funzionamento di quei sistemi fallaci, quanti tra noi possono lavorare per un mondo migliore potranno proporre alternative chiare.

È molto semplice e provate a pensarci: tutto ciò che mangiamo, respiriamo, leggiamo, sentiamo, proviamo, odoriamo, cresciamo e perfino guadagniamo è, poco o tanto, manipolato politicamente. Senza nemmeno diventare un movimento politico, la ST in quanto ente, e i suoi membri, per le ampie conoscenze e prospettive che sono in grado di tramettere al XXI secolo, dovrebbero davvero impegnarsi a promuovere nella società una migliore comprensione dei vari processi sottesi.

È molto semplice e provate a pensarci: tutto ciò che mangiamo, respiriamo, leggiamo, sentiamo, proviamo, odoriamo, cresciamo e perfino guadagniamo è, poco o tanto, manipolato politicamente. Senza nemmeno diventare un movimento politico, la ST in quanto ente, e i suoi membri, per le ampie conoscenze e prospettive che sono in grado di tramettere al XXI secolo, dovrebbero davvero impegnarsi a promuovere nella società una migliore comprensione dei vari processi sottesi.

Quinto pensiero

 Tanti di noi hanno parlato o stanno parlando o sono alla ricerca della libertà e del suo importantissimo significato. Discorsi, libri, documentari, poesie e film, sembra che non ci sia fine a questo. Sebbene mi renda conto che i miei tentativi di analizzare alcuni dei vari aspetti della libertà siano lontani dall’essere esaustivi, mi rendo conto che tutti noi, quando guardiamo davvero dentro noi stessi, possiamo scoprire che le nostre ricerche, le nostre convinzioni e incertezze sul tema non sono poi tanto diverse le une dalle altre. Tutto gira intorno alla ricerca, alla libertà di esplorare al fine di scoprire, o di avvicinarsi alla verità.

Mentre cercavo del materiale per questo editoriale ho trovato questa citazione di P. Krishna, dal suo libro Right Living in Modern Society:

“Quando cercate di difendere una particolare posizione a cui siete giunti prima della ricerca, allora la ricerca non ha significato. Ci deve essere la libertà all’inizio, libertà da un punto di vista, da un’idea, da una determinata posizione. Se riusciremo a liberare la nostra mente da qualsiasi tipo di idea fissa e poi ricercare e scoprire, forse insieme potremo trovare la verità. Se una persona sta cercando la verità, è importante che, proprio all’inizio, liberi la sua mente da quanto noi chiamiamo cultura, ma che qualcun altro potrebbe chiamare pregiudizio. E sapendo ciò occorre ricercare con cautela, senza accettare prontamente, né essere prontamente d’accordo o in disaccordo, poiché né l’accordo né il disaccordo hanno un gran valore. Le vostre opinioni e le mie non hanno valore. La verità ne ha, perché è quel che è, esiste, e perciò ha valore”.


P. Krishna

Questo approccio, per cui ognuno è libero da ogni forma di pregiudizio o di fissità, come la chiama P. Krishna, ci permette di partecipare pienamente alla ricerca della verità.


Radha Burnier

Nel suo ben noto libro Rigenerazione umana (1990), Radha Burnier, già Presidente Internazionale della ST-Adyar, ad un certo punto, riguardo al sul suo desiderio di essere libera nella sua ricerca afferma:

“È stato chiarito ufficialmente che non c’è nessuna autorità nella S.T. Né H.P.B., né Annie Besant, né nessun altro è un’autorità nella Società, per la semplice ragione che conformarsi a un’autorità è dannoso per l’intelligenza umana. L’intero processo di evoluzione è ciò che viene chiamato il risveglio dell’intelligenza … mi rifiuterei di essere in una società in cui ci sia un’autorità e dove determinati scritti vengano trattati come vangeli. Se la ST prendesse questa posizione, non m’importerebbe più esserne membro. Nella nostra Società ad ogni individuo viene data la libertà di indagare, di scoprire che cosa è per lui accettabile in quel momento. Può seguire qualsiasi percorso che è per lui stimolante nel presente. Quella libertà è molto preziosa nella nostra Società. È limitata solo dal principio di fratellanza. La fratellanza e la libertà sono i due pilastri all’ingresso della Società Teosofica”.

Forse potremmo considerare anche la risoluzione sulla “ Libertà di pensiero”, che venne approvata dal Consiglio Generale della Società Teosofica - Adyar nel 1924.

Ecco il testo completo:

“Dal momento che la Società Teosofica si è alquanto diffusa nel mondo e poiché vi sono aderenti a tutte le religioni che ne sono diventati membri senza rinunciare ai dogmi, agli insegnamenti, alle opinioni delle rispettive fedi religiose, si ritiene opportuno sottolineare il fatto che non c'è alcuna dottrina o convinzione, da chiunque insegnata o professata, che si possa in alcun modo considerare vincolante per i membri della Società, nessuna che i membri stessi non possano accettare o rifiutare.

 

La sola condizione per far parte della Società Teosofica è l'accettazione dei suoi tre Scopi.

 

Nessun docente o scrittore, da Helena Petrovna Blavatsky in poi, ha il diritto di imporre ai membri i propri insegnamenti od opinioni. Ogni membro ha la stessa facoltà di seguire qualsiasi corrente di pensiero, ma non può in alcun modo forzare la scelta degli altri. Non possono essere esclusi dalle elezioni né i candidati né gli elettori a causa delle loro idee o della loro appartenenza ad altre scuole di pensiero. Non si concedono privilegi né si infliggono punizioni in base a opinioni o convinzioni.

 

I membri del Consiglio Generale chiedono a ogni membro della Società Teosofica di mantenere, difendere e agire in base a questi princìpi della Società e anche di esercitare senza paura il diritto alla libertà di pensiero e di espressione nell'ambito del rispetto e della considerazione degli altri”.

Vorrei fare specificatamente riferimento alla parola AUTORITÀ in questa risoluzione. Tale termine è polisemico. Il Merriam – Webster’s Dictionary, tra le altre definizioni, ne dà la seguente rilevante connotazione: “potere di influenzare o imporre pensieri, opinioni o comportamenti; persona al comando”.

Per quanto ho capito, H.P.B. fornisce, o dovrebbe fornire ai Teosofi di Adyar una guida autorevole nelle questioni teosofiche, ma non come fosse un funzionario con potere decisionale, dispotico e autoritario su tutti i pensieri, le opinioni o i comportamenti, bensì come qualcuno da rispettare e considerare molto seriamente, seppur da non seguire ciecamente. È stata quella che ha spalancato le finestre, reintroducendo ciò che era stato a lungo dimenticato, al culmine del materialismo del diciannovesimo secolo, quando si pensava che tutti i misteri fossero stati scoperti e svelati. Lei ha portato luce nell’oscurità di quell’epoca.

Tutte le creature viventi su questo pianeta meritano la libertà di essere, quindi di avere la libertà di scegliere e discriminare, la libertà di cambiare, di indagare e di essere totalmente LIBERI.

Link to English version:

https://www.theosophyforward.com/articles/the-society/2513-editorial-7

 

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