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Editoriale – Un nucleo è qualcosa di elitario?

Jan Nicolaas Kind – Brasile

E’ in corso da tempo una discussione riguardante la parola nucleo - che in questo contesto dobbiamo leggere come “un” nucleo - enunciata nel primo scopo della Società Teosofica. Nel titolo di questo editoriale, elitario è un aggettivo e starebbe ad indicare che si riferisce ad una élite, cosa che pertanto potrebbe ingenerare confusione. Per l’appropriata comprensione di una parola è sempre utile andarne a trovare il significato, che talvolta ha una varietà di interpretazioni in conflitto tra loro. Il linguaggio è dinamico, e il significato di un vocabolo, nel tempo, può cambiare. Esaminiamo la parola élite.

ÉLITE:

1.    (Questa è la versione aristocratica) Élite (dal francese del tardo 18° secolo élite), è una parola che deriva dal latino eligere (“scegliere, selezionare”). Secondo le teorie politiche e sociologiche trattasi di un piccolo gruppo di persone potenti che controllano, nella società, una sproporzionata quantità di ricchezza, privilegi o potere politico.

2.    (Questa è la versione liberale, secondo i sociologi e gli antropologi moderni). Le Élite (plurale) in una società o in un gruppo sono capaci dei più alti raggiungimenti nei loro specifici campi, grazie al loro sviluppo intellettuale o psicologico, alle loro abilità e alla disponibilità a condividere conoscenze e competenze.

Élite è usata anche in gergo militare: truppe di élite. Sebbene ci si dovrebbe opporre all’uso di ogni forza militare, in questo caso ha un significato positivo. Le truppe di élite vengono spesso chiamate a combattere atrocità terroristiche o a portare aiuto in caso di calamità naturali. Anche nelle scienze e nell’istruzione élite ha a che fare con l’interpretazione descritta nel secondo punto. Per esempio, il Governo dello Stato del Queensland, in Australia, ha sviluppato un Elite Science Program e nel suo sito leggiamo quanto segue:

“Il Governo del Queensland è impegnato a fornire un’istruzione di prim’ordine, che coltivi le eccellenze, promuova l’innovazione e onori le diversità. Ricerca e innovazione avanzata nell’insegnamento e la pratica scientifica sono cruciali nelle scuole del Governo del Queensland per preparare studenti dalle conoscenze e competenze scientifiche richieste per una futura crescita economica.”https://eqi.com.au/study-options/study-tours/elite-science

Per quanto il termine élite, se usato come al punto 1, trasmetta un’impressione falsata perché obsoleto e non più utilizzabile, e tenendo in considerazione il fatto che tutte le parole da noi utilizzate, sia in forma scritta sia parlata, avendo dei limiti non sempre sono in grado di definire un’idea nei dettagli, non dovremmo comunque temere questa parola come tale.

Come considerano la parola nucleo alcuni Teosofi celebri?

Joy Mills:

“La Lettera 10 (Lettere dei Mahatma) mette di nuovo in rilievo lo scopo cruciale di dar vita a una vera fratellanza, che KH definisce come “una associazione di ‘affinità’ di forti, seppur dissimili, forze e polarità magnetiche, centrate attorno a un’idea dominante”. Tale definizione indica che ci potrebbero essere differenze nel modo di vedere le cose, perfino forti dissensi, in un gruppo; ma quando c’è un’armonia “magnetica” interiore, una profonda “affinità” gli uni per gli altri, allora esiste una vera fratellanza.”

(Tratto da: Reflections on an Ageless Wisdom, pag. 14).
Joy Mills:

“I membri della Società hanno difficoltà a formare un nucleo (che sicuramente significa un centro vivente) di una vera fratellanza (grassetto e corsivo sono del redattore).

Fino a che punto siamo impegnati nel formare un vero nucleo di fratellanza?”

Tratto da: One True Adventure, pagg. 224-225.

V. Wallis Slater:

“In quanto nucleo di Fratellanza Universale dell’Umanità, la Società è un esperimento di cooperazione e fratellanza in un contesto in cui mancano dei dogmi condivisi sia nel pensiero sia nel comportamento.”

Tratto da The Theosophical Journal, May June 1963

John Coats, già Presidente Internazionale della ST di Adyar:

“Cos’è un nucleo di Fratellanza? Mettere in pratica la fratellanza implica il fatto che, nelle nostre vite, sono attivi i più alti principi: principi di compassione, giustizia, cavalleria, considerazione per i sentimenti degli altri e una costante attenzione a ciò che stiamo facendo alle persone che ci circondano. La forza e l’utilità della nostra organizzazione dipendono dalla comprensione della fratellanza nelle sue declinazioni. Dipende dalla nostra abilità il cooperare, in base a quanto abbiamo compreso della legge. Senza tutto ciò il nucleo non può funzionare; non può né attrarre né trasmettere.”

Tratto da: The Theosophist, April 1974

Hugh Shearman:

“Il primo Scopo è: “Formare un nucleo della Fratellanza Universale dell’Umanità, senza distinzioni di razza, credo, sesso, casta o colore” e chiaramente è il più importante. È l’unico che richiede ai membri un credo definito, poiché esso proclama che c’è una fratellanza universale dell’umanità. Quando ci iscriviamo, noi partecipiamo alla parte che attiene al formare un nucleo. È dalla pienezza e dall’adeguatezza con cui contribuiamo a tale compito, che dipende il nostro successo sia come Società sia come Loggia o Gruppo.”

Tratto da: The Theosophist, November 1960

Ed Abdill:

“Nel cuore dell’universo sta l’unità ultima del tutto. Coloro che, nella Società Teosofica, percepiscono anche flebilmente tale unità, stanno formando un nucleo della Fratellanza Universale dell’Umanità. Coloro che la sentono lavorano appassionatamente nell’aiutare il loro prossimo a percepirla parimenti.”

Tratto da: Quest magazine, September-October 2008

Annie Besant:

“Un nucleo, diciamo, non proprio il nucleo, ma solo un nucleo della Fratellanza universale poiché, proprio come il nucleo della cellula è quello attraverso cui si manifestano le forze vitali, così le forze vitali che hanno costituito questa grande Fratellanza cercano di manifestarsi attraverso la Società Teosofica e ciascuno di noi, al suo arrivo, viene aggiunto al nucleo”.

Tratto da: Theosophy and the Theosophical Society

W. Q. Judge:

“Quella complessa struttura chiamata “Uomo” è fatta dall’insieme di un numero quasi incalcolabile di “Vite”. Non solo ogni microscopica cellula di cui sono composti i tessuti, ma le molecole e gli atomi di cui tali cellule sono costituite sono permeati dell’essenza della “Vita Una”. È assodato che ciascuna delle cosiddette cellule organiche ha il suo nucleo, un centro di materia più fine e sensibile.”

Tratto da: Echoes of the Orient, 1: 213.

H. P. Blavatsky:

“La Società non è un’organizzazione settaria o religiosa, ma semplicemente un nucleo di uomini dediti alla ricerca della verità, da qualsiasi parte possa arrivare.”

Tratto da: Collected Writings, Volume 11, pag. 330

H. P. Blavatsky:

“La moltiplicazione dei centri locali dovrebbe essere una delle vostre priorità e ciascun uomo dovrebbe sforzarsi di essere lui stesso un centro di lavoro. Quando il suo sviluppo interiore ha raggiunto un certo livello egli attira naturalmente sotto la stessa influenza coloro con i quali è in contatto; viene formato un nucleo attorno al quale altre persone si raduneranno, creando un punto da cui irradieranno nozioni e influenza spirituale e verso il quale verranno emanate influenze superiori.”

Tratto da: Five Messages to American Theosophists

W. Q. Judge

“Questa Società è il piccolo germe di un nucleo per una vera Fratellanza esteriore. Se lavoriamo nel modo giusto, verrà il giorno in cui avremo realizzato il nostro compito e formato il nucleo. Se nella Società abbiamo 500 membri che si vogliono veramente bene, senza critiche né biasimo, tutti volti verso un unico scopo, con un unico credo, possiamo liberare l’intero mondo con i nostri pensieri. E questo è il nostro lavoro per il futuro, il lavoro che i Maestri, nei quali così tanti di noi credono fermamente, hanno tracciato per noi.”

Tratto da: Promulgation of Theosophy (Questo estratto viene da un discorso fatto da William Q. Judge a Londra, alla chiusura della Convenzione della S.T. europea il 15 luglio 1892).

W. Q. Judge, riferendosi ad una conversazione che aveva avuto con HPB, affermò:

“Una volta, a Londra, le chiesi che senso aveva portare le persone nella Società, considerando l’enorme sproporzione tra il numero dei membri e i milioni di europei e americani che non la conoscevano e ai quali nemmeno importava alcunché. Seduta alla scrivania, reclinandosi sulla sedia disse:
“Se consideri e ricordi quei giorni del 1875 e oltre, nei quali non riuscivi a trovare nessuno che fosse interessato alle tue opinioni, e ora osservi l’ampia diffusione dell’influenza delle idee teosofiche comunque siano etichettate – non va poi così male. Noi non lavoriamo semplicemente perché le persone possano definirsi Teosofe, ma perché le dottrine che prediligiamo possano influire e stimolare tutte le menti di questo secolo. Questo può solo essere compiuto da un piccolo gruppo di lavoratori solleciti, che non abbiano desiderio di ricompensa o di riconoscimento terreno ma che, supportati e sostenuti dal credere in quella Fratellanza Universale di cui i nostri Maestri sono parte, lavorino assiduamente, fedelmente, nel comprendere e far prendere in considerazione le dottrine della vita e del dovere che sono arrivate a noi da tempo immemore. Non esitare a lungo, poiché poche persone devote lavoreranno per mantenere in esistenza questo nucleo. Non vi è stato indicato di fondare e realizzare una Fratellanza Universale, ma di formare il nucleo per una, poiché è solo quando il nucleo è formato che può iniziare il processo di accumulazione, quella che finirà negli anni futuri, per quanto lontani, con la formazione di quel corpo che abbiamo in mente”. (Corsivo, sottolineato e grassetto del direttore).

Tratto da: Yours till Death and after, HPB – Ristampato nella rivista Sunrise, August/September 1985

Per riassumere:

Per quanto connettere un nucleo a una élite rischi di condurre a malintesi - e ciò dovrebbe comunque considerarsi - è evidente che coloro che sono attivi nel movimento teosofico con genuino altruismo sono una élite nell’accezione liberale (punto 2). I teosofi attivi come lavoratori per la causa sono più sensibili alla Vita Una e tale nozione implica responsabilità e impegno; pertanto la scelta di far parte di un qualche gruppo teosofico non può essere presa alla leggera. La Fratellanza è un fatto di base, in natura, da cui l’umanità si è allontanata, smarrendosi.

Quando H.P.B. dice a William Judge che non gli era stato indicato di fondare e realizzare una Fratellanza Universale ma di formare il nucleo di una (vedi la citazione qui sopra riportata), ella si riferiva senza ogni dubbio ad un gruppo vibrante ed omogeneo di lavoratori, chiamatelo una cellula se volete, non necessariamente costituito da grandi numeri, ma sempre devoto nel dare alla teosofia il suo posto nel mondo, cosicché il genere umano possa beneficiare di quel che ha da offrire.

Un nucleo è debole o forte in base al grado in cui ci si prende un impegno e lo si mantiene. Attraverso la cellula, o nucleo, e le sue attività, un giorno potremo tornare a quella Fratellanza Universale da cui ci siamo allontanati. Non è tempo di tornare di nuovo a casa?

Link to English version:

http://www.theosophyforward.com/articles/the-society/1947-editorial-is-a-nucleus-elitist

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