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Per la serie: La nostra Unità

Domen Kočevar – Slovenia

“Solleva la testa, o Lanu; vedi tu una o innumerevoli luci al di sopra di te, che ardono nell’oscuro cielo di mezzanotte?”.

“Io percepisco una sola Fiamma, o Gurudeva, e vedo innumerevoli scintille non separate che brillano in essa”.

“Hai ragione. E adesso guarda intorno a te e dentro di te. Quella luce che arde dentro di te, la percepisci in qualche modo diversa dalla luce che brilla nei tuoi fratelli umani?” “Essa non è in alcun modo differente, per quanto il prigioniero sia tenuto in schiavitù dal Karma, e le sue vesti esteriori ingannino l’ignorante facendogli dire: “La Tua Anima e la Mia.” (H.P.B., La Dottrina Segreta, vol. I, pag. 174).

Ispirato di recente dalla International Theosophy Conference e dal Centro Teosofico Internazionale di Naarden, cercherò di tradurre in parole alcune riflessioni sull’Unità. Rivolgevamo il nostro pensiero da qui a cento anni: un futuro lontano, ma non poi così tanto. Che ne sarà della Teosofia, a che punto sarà la nostra unità? E la religione, cosa sarà? Ci sarà ancora? Se si è onesti intellettualmente, concentrati, con una mente aperta, attenta e quieta, senza pregiudizi di particolare rilevanza (inclusi quelli teosofici) allora è possibile cogliere qualche barlume di devachan sulla Terra.

Tra cento anni non ci sarà più la Teosofia come è attualmente. Ci sarà solo la Theo-Sophia, divina saggezza, reale, presente, non filtrata, non dogmatica, scevra di superstizioni, che fluirà copiosamente dalla fonte e che si manifesterà “indivisa” in innumerevoli modi e aspetti. Si conoscerà l’uno e si comprenderanno i molti. Il divario tra ciò che è più elevato e ciò che è più basso sarà colmato, l’antahkarana dell’umanità raggiungerà il punto di non ritorno. Ciò in effetti già accade oggi, dobbiamo solo lasciare più spazio alla nostra anima e meno a quella nostra personalità su cui indugiamo ancora troppo.

Un lavoro che ispira i molti, ma non quei molti che vogliono essere unici!

Ci sarà una sola religione e quella sarà la religione di tutti e di ciascuno, milioni di approcci diversi e nessuno più giusto o sbagliato dell’altro, così colorati, così gioiosi, pieni di vita, di autenticità e sincerità. La bellezza non è uniforme, ma tutti sapranno che ce n’è solo una, una sorgente, una madre divina, un divino Padre, un Assoluto. Non esisterà nemmeno il minimo dubbio riguardo a ciò, grazie al viveka dell’intera umanità. E pertanto… non la minima mancanza di rispetto per tradizioni, modi o approcci diversi.

Il dr. I.K. Taimni usava un’immagine bellissima e così semplice, per rappresentare l’uno e i molti:

Il mondo fisico è espressione dell’uno nei molti – unità nella diversità. E tale è, penso, la sua bellezza.

Non ho ancora affrontato il tema della fratellanza perché, almeno tra i teosofi, essa dovrebbe essere non solo una bellissima dottrina o dogma, ma un fatto reale. Ci stiamo arrivando ma penso che, se guardiamo il mondo, dovremmo accelerare un po’ il passo.

Non sono l’unico a pensare che nei prossimi dieci anni potremo ancorare visceralmente nell’umanità la verità della fratellanza, sul piano della manifestazione, cosa che ci faciliterà i prossimi cento anni a venire. E pertanto, se consideriamo le cose da questo punto di vista, preparati a lavorare, a crescere, a cambiare e a stare saldi ove necessario, aperti alla cooperazione, nella mutua comprensione, nell’autentica ricerca e nel rispetto per gli altri, il loro lavoro e impegno sincero, abbiamo una bellissima responsabilità da adempiere. E questo è bene e può renderci veramente felici.  

Pertanto, al lavoro!

Link to English article:

http://www.theosophyforward.com/theosophy/our-unity-series-domen-kocevar